Laboratorio permanente dei linguaggi della scena, nato nel 2006 nel centro della Sicilia, per realizzare un Centro di produzione culturale residente nella provincia di Enna.



venerdì 23 aprile 2010

Teatro dei Territori Enna. Lezione con Giorgio Napoletano


da www.vivienna.it
 
Enna. Tra l’immedesimazione e l’improvvisazione, un solo movimento, intenzionale, casuale, “sfuggente”, mal calcolato o troppo calcolato, può tagliare l’attenzione del pubblico, o attanagliarla. Difficile restare in equilibrio, quando bisogna coordinare i propri movimenti, e renderli consoni e proporzionati a quelli degli altri componenti del “coro”. Ma è ciò che ha tentato di fare il danzatore, insegnante e coreografo siracusano, Giorgio Napoletano, in occasione del seminario dei giorni 20 e 21 aprile tenutosi nel corso del laboratorio teatrale “Teatro dei Territori”, diretto da Aurelio Gatti.

martedì 20 aprile 2010

Antonio Venturino al Laboratorio

Enna. Frenetica attività del “Teatro dei Territori”

Il laboratorio “Teatro dei Territori”, il cui responsabile del progetto è Aurelio Gatti, coadiuvato dalla organizzazione generale, gestita da Walter Amorelli, prosegue il proprio percorso di formazione con l’attore e regista Piazzese, Antonio Venturino, formatosi prima a Roma presso “Il Circo a Vapore”, e poi al Teatro Piccolo di Milano, e attualmente insegnante di tecniche della Commedia dell’Arte in molte scuole di drammaturgia, in Italia e in Inghilterra,

sabato 10 aprile 2010

giovedì 1 aprile 2010

Vittorio Vaccaro al “Teatro dei Territori” di Enna



Vittorio Vaccaro, attore e regista nativo a Calascibetta, direttore artistico della compagnia teatrale “Teatro Urlo”, diplomato presso l’Accademia d’arte drammatica “Nico Pepe” di Udine, concluderà il prossimo mercoledì, il proprio ciclo di incontri con i ragazzi del laboratorio “Teatro dei Territori” di Enna, organizzato dal poliedrico Walter Amorelli: 
Non lavoriamo per stereotipi, scaviamo nella mente degli attori e tiriamo fuori tutto questo come nel dipinto di Edward Munch”
cosa intendi con questa tua affermazione?
“Ogni testo, ogni situazione, ha a che fare sempre con la vita, quindi ogni attore si approccia  al testo prima di tutto partendo dalla propria vita quotidiana, ma non con gli stereotipi della vita ma andando fino in fondo, scavando anche nella parte emotiva e dei ricordi, che non è il metodo Stanivslaski, ma, ha a che fare da vicino con il singolo attore che se, per esempio rappresenterà  l’Amleto, quell’Amleto sarà suo e solo suo, diverso da chiunque altro lo rappresenti”.